Province con meno di 200000 abitanti
Ma che cosa è il taglio della spesa pubblica? Dovrebbe essere il taglio di quei costi che lo stato, come entità, sostiene. Lo stato chiede ai cittadini di dare una parte del loro denaro, lo mette in un pentolone, e poi lo utilizza per le cose di pubblica utilità: scuole, strade, lavori pubblici, istituzioni e tutto quello che serve per far funzionare uno stato all’interno del mondo.
Se queste cose devono essere fatte, perché servono, come fa lo stato a far diminuire la propria spesa. Ci sono due possibilità: o non si sostiene più chi ne ha in qualche modo bisogno, oppure lo stato sta “sprecando”.
Non sostenere chi ne ha bisogno significa che lo stato spende meno perché dà in giro meno soldi e quindi chi ne riceve di meno deve arrangiarsi.
Eliminare gli sprechi, cosa significa? Vale la pena di approfondire: lo stato spende dei soldi per pagare gli stipendi a chi lavora nello stato stesso e spende dei soldi per pagare le aziende che fanno dei lavori. Sono comunque soldi che “tornano” ai cittadini. Se c’è uno spreco significa quindi che lo stato sta dando denaro indietro ai cittadini nel modo sbagliato, in modo ingiusto.
Il costo dello stato non è tanto il “quanto spende”, ma come fa girare il denaro dai cittadini verso i cittadini. L’esempio più banale di errore in questa movimentazione di denaro è quando lo stato crea dei posti di lavoro “pubblici” e dà degli stipendi troppo alti. L’ingiustizia nella redistribuzione del denaro è l’averlo preso a qualcuno per darne (troppo) ad un altro.
Un altro esempio: devo asfaltare una strada. L’azienda che fa il lavoro fa pagare allo stato il doppio di quello che normalmente costa. Anche qui si muove del denaro dai cittadini ad una azienda (al titolare) in modo non corretto.
Quando quindi noi sentiamo parlare di tagli alla spesa pubblica dobbiamo prestare molta attenzione a capire se sono tagli veri (nel senso che si elimina un flusso di denaro dallo stato ai cittadini che in realtà era utile e quindi crea un problema) o se sono migliorie nel modo in cui quel denaro viene speso, eliminando i flussi errati.
I due concetti sono molto diversi. Il secondo, che è quello corretto, comporta tantissimo lavoro e tantissima responsabilità. Ovviamente è quello che viene probabilmente seguito di meno… dai politici.

Per quanto riguarda le province, a me non è molto chiaro cosa servano: potrebbero forse esserci al posto delle province degli uffici provinciali della regione che si occupano delle faccende più locali.
Dove starebbe la differenza?
Che aprendo un ufficio regionale invece della istituzione “provincia”, ci sarebbero meno gerarchie e quindi meno ruoli “politici” che normalmente sono ben pagati… e probabilmente rappresentano un flusso di denaro sbagliato.
Aggiornamento: è stata data notizia che, visto il numero di province abolibili con la proposta (solamente 4), la cosa cadrà nel dimenticatoio. Ma si risparmierebbe e quanto abolendo le province (senza licenziare)? Questo articolo è interessante e vale la pena di leggerlo.
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Non so chi è la ragazza che si è "snutellata", ma è uno splendido simbolo per salvare la Nutella!